“‘Vite in campo’ insegna che quando ci troviamo ad affrontare una malattia o una difficoltà pensiamo di essere soli, ma in realtà non è così. Proprio come nello sport, abbiamo una squadra che tifa per noi. Nel documentario raccontiamo le storie di due tenniste: il tennis è una disciplina individuale dove in campo c’è una sola persona, ma dietro ci sono l’allenatore, lo staff e il pubblico. Allo stesso modo, nella malattia, possiamo contare su un’équipe medica, sui familiari e su tutti coloro che ci sostengono passo dopo passo”. A raccontarlo è il regista Roberto Amato, co-autore e co-direttore del progetto insieme a Donatella Romani, a margine della presentazione al Festival del Cinema di Roma di “Vite in campo”, il film con la partecipazione di Roberto Farnesi e Tathiana Garbin, prodotto con il supporto non condizionante di Chiesi Italia.
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