«Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti>. Lo ha scritto Luigi Pirandello, ricordando l’amara realtà già citata da Machiavelli, secondo cui <sono tanto semplici gli uomini, e tanto obbediscono alle necessità presenti, che colui che inganna troverà sempre chi si lascerà ingannare».
Questa è la storia di Bruno Carbonaro, nato a Napoli ma ormai agropolese di adozione, avendo scelto come buen retiro la splendida cittadina costiera. Docente di Matematica per professione e scrittore per passione, pubblica il suo primo romanzo dopo numerosi articoli di ricerca. E coniuga l’amore per la scrittura alla sua più grande passione: la subacquea.
Entusiasmante immergersi nel fresco mare cilentano, ma altrettanto emozionante conoscere, in una banale quanto frequentata chat, un personaggio intrigante e ambiguo, che gli farà vivere una <disavventura> tanto intensa da essere racchiusa in un corposo volume edito da Albatros.
La trama
Non inganni il titolo del libro, perchè si tratta in realtà di uno pseudonimo pensato ad arte: la pianta carnivora è in realtà la sedicente Jenny Lee, giovane e affascinante cinesina dai tratti dolci e il cuore di pietra. Almeno quando si tratta di guadagnare soldi a discapito dei <creduloni>. Bruno non appartiene a questa categoria e cade nell’inganno ma senza rimetterci proprio la pelle. Diciamo che si salva in extremis, grazie al suo intuito e a quella sana diffidenza che viene dall’esperienza di vita. La <vittima> è anche dotato di sesto senso, così la giovane truffatrice colpisce il bersaglio ma viene fermata in tempo. La vicissitudine spiacevole e fastidiosa però resta, e spinge il prof matematico a vestirsi di provvidenziale filosofia e riuscire a raccontare in pagine ben scritte e avvincenti, l’imponderabilità della vita. Dramma umano oppure ordinaria amministrazione? Sta di fatto che, in punta di penna, l’autore riesce a metterci in guardia dall’insidioso mercato delle cripto valute e dalla falsa illusione di poter triplicare in poco tempo e con estrema faciltà, il proprio capitale.
In realtà, leggendo il suo racconto, si ha più l’impressione, almeno all’inizio, di una storia sentimentale iniziata al buio, come vuole il moderno approccio attraverso i social. La giovane donna dall’incarnato avorio e gli occhi a mandorla, sembra più l’oggetto del desiderio che una nuova amica imprenditrice da seguire per crescere economicamente. Tommaso, il personaggio chiave, agisce come in una sorta di trance ipnotico, preso in un limbo dove il fascino del mistero e il desiderio veicolano su strade che non riconosce pericolose, ma soltanto emozionanti, E sarà quel bisogno di sensazioni forti, quella necessità di uscire fuori dagli schemi consolidati della scienza, a trarlo in inganno. Facendolo, purtroppo, risvegliare in una realtà che di poetico e romantico ha ben poco, ed ha ancor meno sotto l’aspetto materiale del facile guadagno.
Perchè la <pianta carnivora> riesce a divorare con astuzia e a saziare quanto basta le sue necessità. Lasciando alla fine, nella sua vittima, un interrogativo sgradevole ma necessario: quanto costa essere o restare persone oneste, quanto conta credere ancora nell’amicizia, nella condivisione, nella purezza d’animo? Alla luce della sua esperienza, tutte queste virtù appaiono mera utopia. Tranelli dal quale rifuggire, in un mondo che affida a pericolose tecnologie perfino i sentimenti. E quella parte più intima e preziosa di noi che sempre si perde, o si sciupa, in un incontro sfortunato. Cosa resta di utile? Un libro di circa 500 pagine, scritto in prima persona con la straordinaria forza di rivelarsi. Raccontando ai lettori la propria storia senza riserve, con il necessario bisogno di lanciare un monito anche alla furba cinese che non pagherà per la sua abominevole strategia: «Potete scegliere come apparire, ma non potete nascondere a lungo chi siete. Sappiatelo».
Leggere per credere.