Zante è conosciuta soprattutto per il mare cristallino, le spiagge e la vita notturna che ogni estate richiama migliaia di giovani. Ma l’isola greca ha anche un volto diverso, fatto di storia, cultura e tradizioni.
Nel centro storico di Zante, nel quartiere Madonna Odigitria, si trova la casa natale di una delle figure più importanti della letteratura italiana: Ugo Foscolo. Una volta arrivati, non ci si trova davanti a un edificio imponente, come ci si potrebbe aspettare. Anzi, è una piccola casa che, se non fosse per la targa con scritto “Casa di Ugo Foscolo”, quasi si confonderebbe con il resto del quartiere. Entrando, appare immediatamente come un luogo accogliente: le luci calde mettono in risalto cimeli, pubblicazioni dei secoli passati, ritratti del poeta e mobili d’epoca che ricreano quella che un tempo era la sua casa.
La prima cosa da sapere, però, è che quella che viene chiamata la casa natale del poeta è in realtà un museo dedicato alla sua memoria. L’edificio che oggi si può visitare è infatti una ricostruzione della casa in cui il poeta trascorse i primi anni della sua vita, realizzata nello stesso luogo in cui sorgeva l’edificio originale.
Eppure, entrando, è difficile non pensare che proprio qui sia iniziato il rapporto di Foscolo con quella Zacinto che avrebbe portato con sé per tutta la vita.
La casa originale fu danneggiata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale durante l’occupazione italiana e successivamente fu completamente rasa al suolo dai terremoti e dagli incendi che colpirono l’isola nel 1953. Solo nel 1969 l’amministrazione locale eresse un cenotafio per commemorare il poeta, sul quale fu collocata la scultura dell’“Angelo piangente”, realizzata dallo scultore Ioannis Vitsaris. Sul basamento dell’opera risuonano i suoi celebri versi: ‹‹O materna mia terra, a noi prescrisse il fato/illacrimata sepoltura››.
Il desiderio di recuperare quel luogo, però, non è mai venuto meno. Nel 2009 nasce infatti l’Associazione Culturale di Zante “Ugo Foscolo”, che avvia il progetto per la ricostruzione della casa. I lavori, iniziati qualche anno dopo, terminano nel 2016. Accanto all’impegno dell’Associazione che porta il nome del poeta, anche il Comune di Zante e la Regione delle Isole Ionie contribuiscono attivamente alla realizzazione del progetto.
Ma cosa rimane oggi del legame tra Foscolo e la sua isola natale?
Rimane soprattutto la memoria. Quella di un poeta che lasciò Zacinto ancora bambino, ma che continuò a tornare a quella terra con il pensiero e con le parole. Basta leggere i versi di A Zacinto per capire quanto fosse profondo quel legame e quanto la lontananza dall’isola fosse segnata dalla malinconia e alla consapevolezza che quell’esilio lo avrebbe allontanato per sempre da quel luogo: ‹‹Né più mai toccherò le sacre sponde/ ove il mio corpo fanciulletto giacque››.
Leggere questi versi qui sull’isola produce un effetto diverso. Zacinto non è più soltanto il nome di un’isola dentro una poesia studiata tra i banchi di scuola: è il luogo reale in cui Foscolo nacque, trascorse i primi anni della sua vita e da cui partì per non tornarvi più.
Foscolo è ben consapevole che il suo destino sarà diverso da quello di Ulisse: dopo il lungo e travagliato viaggio ‹‹baciò la sua petrosa Itaca››. Per il poeta, il ritorno nella sua Zacinto non sarà mai possibile.
Oggi, però, quella casa ricostruita permette di conoscere più da vicino la sua storia e il rapporto che lo ha sempre unito all’isola.
