Ogni 15 aprile il mondo celebra la nascita di uno dei più grandi geni della storia: Leonardo Da Vinci. Nato ad Anchiano, frazione di Vinci in Toscana.
Figlio illegittimo, non voluto, non amato. Fu cresciuto dai nonni paterni e non ebbe una vera e propria istruzione ma si formò da solo.
Ciò che lo contraddistinse erano due qualità: la curiosità e l’umiltà. Leonardo osservava, smontava, disegnava e verificava. Non separava arte e scienza, perché per lui capire come batte un’ala o come scorre un muscolo serviva anche a dipingere meglio. Il suo metodo: era una curiosità infinita.
Ridurre Leonardo al solo autore della Gioconda o dell’Ultima Cena sarebbe un errore.
Fu pittore, scultore, architetto, ingegnere, anatomista, inventore, musicista. Il vero “uomo universale” del Rinascimento.
Nei suoi Codici, oltre 6000 pagine di appunti e disegni, troviamo schizzi di macchine volanti, studi sul corpo umano, progetti di città ideali e osservazioni sull’acqua che anticipano di secoli la scienza moderna.
Nel 2019, per i 500 anni dalla morte, musei da Parigi a Firenze hanno organizzato mostre record. Oggi, nel 2026, la sua lezione è ancora più forte: in un’epoca di iper-specializzazione, Leonardo ci ricorda il valore di collegare discipline diverse.
Leonardo non ha scritto trattati filosofici, ma ha riempito oltre 6000 pagine di taccuini con pensieri, appunti e riflessioni. Ecco i temi chiave del suo pensiero, con alcune frasi sue:
- Curiosità come metodo
Per Leonardo la conoscenza nasce dall’osservazione diretta. Diffidava dei libri se non confermati dall’esperienza.
“Saper ascoltare significa possedere, oltre al proprio, il cervello degli altri.”
“Tristo è quel discepolo che non avanza il suo maestro.”
- 2) Unione di arte e scienza
Non separava pittura, anatomia e ingegneria. Per dipingere bene un corpo doveva capire i muscoli. Per studiare l’acqua doveva disegnarla.
“La pittura è cosa mentale.”
“Studia prima la scienza, e poi seguita la pratica, nata da essa scienza.”
- 3) La natura come maestra
La natura era il modello perfetto di ingegneria. Passava ore a guardare il volo degli uccelli o i vortici dell’acqua.
“La natura è piena d’infinite ragioni che non furono mai in isperienza”
“Nessun effetto è in natura sanza ragione; intendi la ragione e non ti bisogna sperienza”
- 4) Ostinato rigore
Era il suo motto personale. Significa testardaggine nel cercare la verità, precisione nel verificare ogni dettaglio. Non si accontentava mai del “circa.”
“Ogni nostra cognizione principia dai sentimenti.”
“Sì come ogni regno in sé diviso è disfatto, così ogni ingegno diviso in diversi studi si confonde e indebolisce.”
- 5) Tempo e morte
Rifletteva spesso sulla brevità della vita e sull’importanza di non sprecare tempo.
“Siccome una giornata bene spesa dà lieto dormire, così una vita bene usata dà lieto morire.”
“Chi poco pensa, molto erra.”
- 6) L’uomo e le macchine
Anticipa di secoli il dibattito su tecnologia e umanità. Le sue macchine dovevano aiutare l’uomo, non sostituirlo.
“Col tempo e con la paglia si maturano le nespole.”
La pazienza e il metodo battono la fretta.
Leonardo studiò per tutta la vita l’acqua: vortici, onde, erosione, macchine idrauliche. Nel Codice Trivulziano usa l’acqua per spiegare il tempo:
“L’acqua che tocchi de’ fiumi è l’ultima di quella che andò e la prima di quella che viene. Così il tempo presente.” (Esiste solo un istante inafferrabile).
In ultimo vorrei lasciare la sua regola per costruire ponti, canali e dighe: ingegneria che asseconda ma non forza. Con la speranza che gli uomini di oggi possano ispirarsi per prevenire tanti disastri ambientali.
“Fa che le tue opere d’acqua non contrastino con la sua natura, ma che l’aiutino e l’accompagnino.”
Codice Atlantico.
Buon compleanno Leonardo! Il tuo Genio è sempre vivo.
