Il festival Matres 2026 inizierà il 26 agosto alle 19 presso il Complesso Monumentale di San Giovanni di Dio a Cava de’ Tirreni, con un’anteprima a Napoli, presso Villa Floridiana, della mostra Artè – Le forme del tè, il 25 agosto alle 19. Proseguirà fra Vietri sul Mare e Cava de’ Tirreni giovedì 27 agosto con «Comunità, Mare e partecipazione», venerdì 28 agosto presso il Museo Archeologico di Pontecagnano con «Memoria e linguaggio universale» e si concluderà domenica 30 agosto con la premiazione delle mostre in concorso.
Per illustrare il percorso abbiamo intervistato Anna Rita Fasano, presidente dell’Aps Pandora Artiste Ceramiste Ets e art director del Matres Festival Internazionale di Ceramica Femminile.
D- «Questo Festival Matres, a cadenza biennale, come si svolgerà quest’anno? Quali sono le iniziative più salienti?»
L’edizione 2026 del Matres Festival Internazionale di Ceramica Femminile sarà la più grande mai realizzata. Dal 25 al 30 agosto la Campania diventerà un grande laboratorio internazionale della ceramica contemporanea, un luogo d’incontro tra culture, tradizioni e linguaggi artistici. Saranno oltre 180 artiste internazionali, con più di 400 opere, a trasformare il territorio in un percorso espositivo diffuso. Arriveranno da Italia, Francia, Croazia, Grecia, Portogallo, Svizzera, Brasile, Thailandia, India, Iran, Iraq, Corea del Sud, Giappone e da numerosi altri Paesi europei, asiatici e sudamericani, portando tecniche, visioni e sensibilità differenti in un dialogo senza confini.
Il cuore del Festival sarà Cava de’ Tirreni, dove il Complesso Monumentale di San Giovanni ospiterà le grandi mostre internazionali, le esposizioni personali, i due concorsi internazionali, installazioni, opere collaborative, incontri con le artiste, laboratori, workshop e gli appuntamenti istituzionali del Festival.
Accanto a Cava de’ Tirreni, anche Vietri sul Mare, storica capitale della ceramica artistica campana, sarà protagonista con workshop, masterclass, visite alle botteghe e incontri con i maestri ceramisti. Presso Ceramiche Liguori di Raito, l’artista thailandese Naidee Changmoh realizzerà dal vivo una grande opera monumentale ispirata al tema CIBUM, che sarà successivamente donata alla città di Cava de’ Tirreni quale simbolo permanente del dialogo tra culture promosso dal Matres.
Il Festival coinvolgerà inoltre Napoli, nella prestigiosa cornice del Museo Duca di Martina di Villa Floridiana, con la mostra internazionale Artè – Le Forme del Tè – Tea Ware 2, dedicata al rito del tè attraverso circa ottanta opere contemporanee tra teiere, chawan, servizi da tè e oggetti per la convivialità. L’inaugurazione sarà arricchita dalla tradizionale cerimonia del tè coreana e da dimostrazioni dedicate all’arte della teiera.
Un altro momento di grande rilievo sarà il convegno internazionale CIBUM – Dalla tavola antica all’arte contemporanea, ospitato presso il Museo Archeologico Nazionale «Etruschi di Frontiera» di Pontecagnano Faiano, dove archeologi, direttori di musei, studiosi, designer, cheffe e personalità del mondo della cultura si confronteranno sul valore del cibo come patrimonio identitario del Mediterraneo.
Il viaggio del Matres proseguirà poi tra l’Oasi Wwf e Riserva Naturale di Persano e il Palazzo Ducale di Serre, dove tutte le artiste partecipanti realizzeranno una grande opera collettiva dedicata alla pace, alla tutela dell’ambiente e alla condivisione tra i popoli, che verrà donata alla comunità di Serre come testimonianza permanente del messaggio del Festival.
Il programma sarà ulteriormente arricchito da workshop internazionali, dimostrazioni dal vivo, laboratori inclusivi, installazioni partecipative, performance artistiche e momenti di dialogo diretto tra il pubblico e le artiste.
Tra i progetti più significativi di questa edizione vi è «Mensae Terrae», una grande opera corale itinerante ideata dall’Aps Pandora Artiste Ceramiste Ets. Una tavola simbolica destinata a crescere nel tempo attraverso il contributo di artiste, territori e comunità differenti, trasformando la ceramica in uno spazio di incontro e di pace. Il progetto prenderà avvio dal Festival della Ceramica di Cutrofiano e proseguirà nel Matres, per poi approdare ad Argillà Italia di Faenza, Portoni Aperti di Nove e concludersi presso il Museo Villa Lattes di Istrana, diventando un racconto collettivo della convivialità universale.
Grande attenzione sarà infine dedicata ai due concorsi internazionali «CIBUM – Terre Commensali» e «Matres Award Designer – Nutrire la Forma», che vedranno confrontarsi opere di altissima qualità artistica valutate da giurie composte da autorevoli personalità del mondo dell’arte, del design, dell’archeologia, della cultura e dell’alta cucina.
D- «CIBUM è la tematica prescelta: ce la può illustrare dettagliatamente?»
CIBUM nasce dalla volontà di riflettere sul cibo non soltanto come nutrimento del corpo, ma come elemento culturale, simbolico e relazionale. Il cibo da sempre unisce le persone: attorno a una tavola si costruiscono comunità, si tramandano tradizioni, si celebrano momenti importanti della vita. La ceramica accompagna questo rapporto da migliaia di anni: vasi, contenitori, piatti e oggetti rituali raccontano il modo in cui l’uomo ha abitato la Terra e condiviso le proprie risorse.
Con questa edizione vogliamo indagare il legame profondo tra terra, cibo e arte, ricordando che la ceramica nasce proprio dagli elementi naturali: argilla, acqua, fuoco e aria. È una materia che conserva la memoria del luogo da cui proviene e delle mani che la trasformano.
CIBUM è anche un invito alla sostenibilità, alla cura, alla pace e alla condivisione: valori quanto mai attuali, che le artiste interpreteranno attraverso linguaggi contemporanei, offrendo al pubblico una riflessione sul nutrimento della Terra, del corpo e dello spirito.
D- «Ci sarà anche una specifica mostra su “Chawan – Le stagioni del tè”? Ce ne può parlare?»
Sì, «Chawan – Le stagioni del tè 2» rappresenta uno dei progetti culturali più raffinati dell’edizione 2026.
La mostra, curata da me insieme a Mariagrazia Gargiulo e alla direttrice Almerida Patricielli, nasce dal desiderio di raccontare il valore universale del rito del tè attraverso la ceramica contemporanea.
Il chawan, la tradizionale tazza giapponese per la cerimonia del tè, è molto più di un semplice oggetto d’uso: rappresenta equilibrio, accoglienza, contemplazione e armonia con la natura. Ogni pezzo custodisce il dialogo tra la mano dell’artista, la materia e il tempo.
La mostra presenterà opere provenienti da diversi Paesi del mondo, interpretando il tema delle stagioni attraverso forme, superfici e linguaggi contemporanei, creando un ponte ideale tra Oriente e Occidente. Sarà un invito a riscoprire il valore della lentezza, dell’ascolto e della convivialità, principi che dialogano perfettamente con il tema generale del Festival, CIBUM.
Vorrei aggiungere anche un progetto a cui tengo particolarmente: «Mensae Terrae».
«Mensae Terrae» è una delle novità più significative del Matres 2026. Si tratta di una grande opera corale itinerante ideata dall’Aps Pandora Artiste Ceramiste Ets, una tavola simbolica destinata a crescere nel tempo grazie al contributo di artiste, territori e comunità provenienti da luoghi diversi.
L’idea è quella di trasformare la ceramica in uno spazio di incontro, dove terre, culture e identità differenti possano sedersi idealmente allo stesso tavolo. Ogni tappa del progetto aggiungerà nuovi elementi realizzati con argille, forme e linguaggi propri del territorio che lo ospita, dando vita a un’opera in continua evoluzione che racconta la ricchezza delle differenze e il valore della collaborazione.
Il progetto prenderà avvio dal Festival della Ceramica di Cutrofiano, per proseguire durante il Matres Festival tra Cava de’ Tirreni e Vietri sul Mare, quindi approdare ad Argillà Italia di Faenza, a Portoni Aperti di Nove e concludersi al Museo Villa Lattes di Istrana, dove l’opera troverà la sua sede finale.
«Mensae Terrae» rappresenta pienamente il messaggio del Matres: la tavola come simbolo universale di convivialità, condivisione, dialogo e pace. È un progetto che rinnova la ricerca di Pandora sull’arte partecipata, dimostrando come la ceramica possa unire persone, culture e territori in un’unica grande opera collettiva.
D- «Quali sono le iniziative future di Pandora oltre al Matres?»
Pandora continuerà a promuovere la ceramica contemporanea come strumento di cultura, inclusione sociale e dialogo internazionale.
Tra i momenti più significativi del Festival ci saranno anche le grandi mostre personali, dedicate ad artiste di riconosciuta fama internazionale, che offriranno al pubblico l’opportunità di conoscere da vicino percorsi artistici di altissimo livello e linguaggi espressivi differenti.
Al Complesso Monumentale di San Giovanni saranno infatti allestite le mostre personali di dodici artiste di fama internazionale, accanto a una mostra che considero particolarmente emozionante e simbolica: quella dei ragazzi di Pandora Ability – AbileAbile.
Dopo anni di formazione, ricerca e lavoro quotidiano, i giovani ceramisti del nostro laboratorio inclusivo hanno raggiunto un livello artistico e professionale di grande qualità, tanto da rappresentare oggi un punto di riferimento nel panorama della ceramica inclusiva. La loro presenza al Matres non nasce da una logica assistenziale, ma dal riconoscimento del valore autentico delle loro opere, capaci di dialogare con quelle delle più importanti artiste internazionali.
Sarà una mostra che testimonierà come talento, passione e opportunità possano abbattere ogni barriera, confermando la missione di Pandora: costruire una cultura dell’inclusione attraverso l’eccellenza dell’alto artigianato artistico.
Il Matres vuole dimostrare che la ceramica è un linguaggio universale, capace di mettere sullo stesso piano artisti provenienti da culture, esperienze e percorsi di vita differenti, valorizzando ogni identità attraverso la forza della creatività.
Proseguiremo inoltre nello sviluppo di collaborazioni con musei, istituzioni, festival e associazioni italiane e straniere, ampliando la rete internazionale costruita in questi anni e portando avanti progetti partecipativi come «Mensae Terrae», convinti che la ceramica possa essere un linguaggio universale capace di costruire relazioni, custodire la memoria e generare cultura.
Vorrei infine sottolineare che il Matres Festival è il risultato di un grande lavoro di squadra. Nulla di tutto questo sarebbe possibile senza l’impegno quotidiano dell’Aps Pandora Artiste Ceramiste Ets e delle sue socie, che con passione, competenza e spirito di volontariato affiancano ogni giorno la presidenza nell’organizzazione di un evento internazionale sempre più articolato.
Il Matres è la dimostrazione che, quando si condividono valori, responsabilità e amore per la ceramica e per la cultura, un sogno può trasformarsi in una realtà riconosciuta a livello internazionale. Questo Festival appartiene a tutte le persone che, con generosità e dedizione, contribuiscono a farlo crescere anno dopo anno.