SALERNO – Un nuovo anno scolastico che comincia sotto il segno dell’accoglienza, della condivisione e del senso di comunità. All’I.C. Barra Mari plesso Posidonia la ripresa delle attività didattiche ha coinciso con un momento particolarmente significativo: l’inaugurazione degli spazi destinati ad accogliere, tutti insieme nella stessa sede, gli alunni della scuola primaria Matteo Mari.
Una soluzione che consente alle classi di non essere disperse in strutture diverse e che è stata salutata con soddisfazione dalla comunità scolastica. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Vincenzo De Luca, rappresentanti della amministrazione comunale, docenti, famiglie e, soprattutto, gli studenti, veri protagonisti della giornata.

Ad aprire l’incontro, nell’auditorium dell’istituto, è stata la dirigente scolastica prof.ssa Maria Ida Chiumiento, che ha rivolto un ringraziamento particolare al primo cittadino per la scelta di riunire le classi della Matteo Mari al Posidonia. Una decisione non semplice, ha sottolineato, perché più impegnativa sul piano organizzativo, delle risorse e delle responsabilità, ma capace di rispondere alle richieste avanzate da insegnanti e famiglie: restare uniti e mantenere un forte legame con il territorio.
Per la dirigente, la decisione assunta dall’amministrazione rappresenta anche una concreta lezione di cittadinanza: quando le istituzioni ascoltano le esigenze della comunità e cercano di tradurle in risposte, soprattutto agli occhi dei più giovani, la democrazia smette di essere soltanto un concetto studiato sui libri e diventa esperienza quotidiana.
Il ringraziamento è stato esteso all’assessore Gaetana Falcone, ai tecnici, agli uffici comunali e a quanti hanno lavorato al trasferimento e alla sistemazione degli spazi, cercando di coniugare le esigenze strutturali con quelle didattiche ed educative.
L’accorpamento, però, non viene considerato soltanto una necessità organizzativa. Nelle parole della dirigente c’è soprattutto la volontà di trasformarlo in un’opportunità: condividere gli stessi ambienti significa favorire lo scambio di idee, esperienze e progetti, rafforzando l’identità di una scuola che punta a essere aperta anche oltre il tradizionale orario delle lezioni.
L’obiettivo è offrire ai bambini occasioni formative capaci di alimentare la curiosità, il desiderio di conoscere e i talenti di ciascuno, in attesa che il plesso Matteo Mari possa tornare ad accoglierli in una struttura rinnovata, moderna, sostenibile e adeguata alle esigenze della comunità scolastica.
De Luca agli studenti: «abbiate cura degli altri e della vostra città»
Dopo il saluto della dirigente, il sindaco Vincenzo De Luca ha scelto di rivolgersi direttamente ai bambini e ai ragazzi. Più che un intervento istituzionale, il suo è stato un lungo richiamo ai valori della convivenza civile, partendo da un principio semplice: imparare a rispettare chi ci sta accanto.
Il primo pensiero è andato ai bambini stranieri che frequentano le scuole cittadine, in particolare a quelli arrivati da altri Paesi dopo esperienze difficili, guerre o condizioni di povertà. Agli studenti De Luca ha chiesto di accoglierli, aiutarli nelle difficoltà linguistiche e considerarli parte della stessa comunità, senza discriminazioni legate alla provenienza o al colore della pelle.
Dal rispetto delle persone a quello per gli spazi condivisi. Il sindaco ha invitato gli studenti a considerare Salerno come la propria casa, ricordando che la tutela del bene pubblico non dipende soltanto dal lavoro dell’amministrazione. Tenere pulita una strada, un giardino o il lungomare significa prima di tutto evitare di sporcarli. Un gesto apparentemente piccolo che diventa, nelle sue parole, una concreta forma di educazione civica.
Ampio spazio è stato dedicato anche al rispetto per genitori, insegnanti, anziani, persone con disabilità e compagni più fragili. Particolarmente netto il richiamo contro le prese in giro e il bullismo. Una battuta sul corpo, sull’aspetto fisico o su una difficoltà personale può lasciare ferite profonde, anche quando chi la pronuncia non ne comprende immediatamente le conseguenze.
Da qui l’invito a sviluppare empatia: osservare chi si ha accanto, capire quando un compagno attraversa un momento difficile e imparare a non trasformare il gruppo in un luogo di esclusione.
L’allarme sui cellulari e sulle dipendenze
Nel suo intervento De Luca ha affrontato anche alcuni dei rischi che accompagnano la crescita dei più giovani. Molto deciso il messaggio sull’uso di sostanze stupefacenti e sull’abuso di alcol, così come l’invito a non lasciarsi trascinare dal gruppo in comportamenti pericolosi, atti di vandalismo o violenza.
Il filo conduttore è quello della libertà personale: evitare tutto ciò che può creare dipendenza e privare una persona della capacità di scegliere consapevolmente.
Un passaggio significativo ha riguardato anche smartphone e social network. Il sindaco ha invitato bambini e ragazzi a limitarne l’utilizzo e a recuperare il valore delle relazioni dirette: guardarsi negli occhi, parlare, incontrarsi, confrontarsi e imparare a riconoscere i sentimenti degli altri.
Il rischio, ha osservato, è che una presenza continua dello schermo nella vita quotidiana finisca per sottrarre tempo alle relazioni e renda più difficile percepire il disagio di chi ci vive accanto. Da qui anche il richiamo a evitare sfide social e comportamenti estremi messi in atto soltanto per ottenere attenzione o visibilità online.
«La cultura serve a essere liberi»
Il messaggio conclusivo è tornato inevitabilmente alla scuola e al valore dell’istruzione. Studiare italiano, storia, geografia e conoscere progressivamente il mondo significa acquisire gli strumenti necessari per crescere e costruire autonomamente il proprio futuro.
«La cultura e l’istruzione servono a essere donne e uomini liberi», è stato, in sintesi, il messaggio consegnato agli studenti.
Un concetto accompagnato da un ultimo invito, rivolto anche alle famiglie: non misurare il proprio valore attraverso vestiti firmati, zaini costosi o simboli di benessere economico. De Luca ha ricordato le difficoltà che molte famiglie affrontano quotidianamente e ha chiesto ai ragazzi di non vergognarsi mai delle proprie origini.
Richiamando anche la propria esperienza familiare, il sindaco ha esortato soprattutto i bambini provenienti da contesti economicamente più fragili a essere orgogliosi dei propri genitori e dei sacrifici compiuti per loro.

L’inaugurazione degli spazi del Posidonia diventa così qualcosa di più dell’apertura fisica di nuove aule. È l’inizio di una convivenza scolastica che mette insieme comunità diverse e che affida proprio ai più giovani una responsabilità importante: imparare a condividere luoghi, esperienze e differenze.
Con un obiettivo che va oltre l’anno scolastico appena cominciato: fare della scuola non soltanto il luogo in cui si acquisiscono conoscenze, ma lo spazio nel quale si impara a diventare cittadini consapevoli, rispettosi degli altri e liberi nelle proprie scelte.



