«Spesso attribuiamo le responsabilità del malessere quotidiano a governi incapaci, senza però percepire l’uragano alle nostre spalle: un uragano che sta sconvolgendo la natura e minaccia la nostra stessa sopravvivenza. La vera minaccia nasce dalle debolezze umane, dall’indifferenza e dall’incapacità di frenare l’avidità di ricchezza e potere. Ma a creare ricchezza è solo il lavoro: gli altri sistemi sono intermediari che la spostano o la sottraggono secondo convenienza».

Con queste parole, dense di lucidità e inquietudine civile, Gaetano Agnetta ha conquistato il pubblico della libreria Mondadori Bookstore di corso Vittorio Emanuele, a Salerno, in occasione della presentazione del suo libro “Come salvare il pianeta e creare la più estesa joint venture dei diritti e dell’ambiente”, pubblicato nella collana I Quaderni di Scriptorium.
L’autore siciliano ha scelto Salerno per condividere un progetto ambizioso, ma non utopico, fondato su una profonda fiducia nella società civile e, in particolare, nelle nuove generazioni. Giovani che Agnetta considera più consapevoli, più responsabili e maggiormente inclini alla cooperazione rispetto al passato; giovani chiamati non solo a difendere il futuro, ma a riprenderselo con coraggio, competenza e visione.
Ad affiancare lo scrittore nel corso dell’incontro sono stati la giornalista Luciana Mauro, l’attore Ivano Falco e Gianluca De Martino, già presidente di Legambiente Salerno. Ne è nato un dialogo vivo, partecipato, capace di intrecciare riflessione culturale, sensibilità ambientale e impegno sociale.

Al centro della proposta di Agnetta vi è una riflessione netta sul ruolo della finanza azionaria, individuata come uno degli intermediari più influenti nella distribuzione della ricchezza. L’autore non si limita alla denuncia, ma avanza l’idea di un sistema capace di “eticizzare” la finanza, riducendo le fonti di estrazione impropria della ricchezza, limitando lo sfruttamento e restituendo centralità al lavoro.
Un traguardo difficile, certamente, ma non impossibile. Per Agnetta, la trasformazione deve partire dalla salvaguardia dell’ambiente, bene prezioso troppo a lungo trascurato, e dal riconoscimento del diritto al lavoro come patrimonio inalienabile dell’umanità. Ambiente e lavoro, dunque, non come temi separati, ma come pilastri di una stessa visione: quella di una società più giusta, più equilibrata e finalmente capace di misurare il progresso non solo in termini economici, ma anche umani.
I relatori hanno saputo dare forza e profondità a questi concetti, dialogando brillantemente con un pubblico attento e coinvolto. L’incontro ha dimostrato come la cultura, quando è autentica, possa diventare strumento di consapevolezza e occasione concreta di crescita collettiva.

La libreria Mondadori, in collaborazione con l’associazione culturale Scriptorium, ha così offerto alla città un nuovo momento di confronto alto e necessario. Non una semplice presentazione editoriale, ma una testimonianza di impegno, responsabilità e fiducia nel cambiamento.
Perché salvare il pianeta, sembra suggerire Agnetta, non significa soltanto proteggere la natura: significa ripensare il nostro modo di vivere, di produrre, di lavorare e di condividere la ricchezza. Significa, soprattutto, scegliere di non restare indifferenti davanti all’uragano che avanza.
