Nel 2019, durante la quarantesima sessione della Conferenza dell’Organizzazione, l’UNESCO proclamò la Giornata Mondiale dell’Arte che da allora si celebra ogni 15 aprile, nella ricorrenza del giorno del ricordo della nascita di Leonardo da Vinci nel 1452. La proposta fu avanzata dall’Associazione Internazionale delle Arti per celebrare l’arte e gli artisti di tutto il mondo. L’intento della giornata celebrativa è chiaro fin dalla sua costituzione: «Ogni anno le celebrazioni di questa Giornata contribuiscono a rafforzare i legami tra la creatività e la società, incoraggiano una maggiore consapevolezza della diversità delle espressioni artistiche ed evidenziano il contributo degli artisti allo sviluppo sostenibile.
L’arte alimenta la creatività, l’innovazione e la diversità culturale di tutti i popoli, svolgendo un ruolo di fondamentale importanza nei rapporti tra gli Stati. Un chiaro esempio se ne ha quando culture diverse, entrando in contatto, si scambiano principi cardine, i propri tratti distintivi e la propria identità, mettendo al centro i rapporti tra realtà differenti» (testo ufficiale UNESCO). Si tratta di alimentare e favorire il dialogo internazionale tra civiltà diverse, culture diverse, forme dell’espressione e della creatività artistica diverse e interagenti.
Dunque un superamento degli sterili e anacronistici nazionalismi ed egoismi particolaristici e ideologico-politici perché l’arte, com’è noto, è linguaggio universale che travalica ogni tipo di barriera. Va fortemente ricordato che ogni civiltà è tale perché è formata da continui scambi con altre civiltà, da confronti e arricchimenti che vengono continuamente alimentati da persone che si spostano, interagiscono, vivono in stretto contatto con altre persone provenienti da aree culturali e geografiche diverse. Non esiste al mondo una gerarchia di civiltà considerate “superiori” e altre stupidamente considerate “minori” perché significherebbe annullare il senso stesso della globale realtà storica umana.
Oggi, purtroppo, stiamo assistendo a un ritorno di sterili nazionalismi ed egoismi che mettono in discussione e in pericolo la stessa sopravvivenza dell’umanità e sono troppo spesso cause di tensioni sociali, geopolitiche ed economiche che stanno alimentando pericolosissimi conflitti armati. Nella Costituzione dell’UNESCO, del 1945, è chiaramente ribadito che «Poiché le guerre nascono nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che devono essere costruite le difese della pace». La pace può essere favorita, costruita e mantenuta attraverso la cultura e l’arte, che ne è parte integrante. Infatti, la Dott.ssa Kessous, Artista UNESCO per la Pace e Ambasciatrice di Pace del Circolo Universale degli Ambasciatori di Pace (Ginevra)ha detto che: «L’impatto dell’arte è oggi sottovalutato.
Abbiamo una visione limitata dell’artista, considerato come colui che produce bellezza privo di coscienza sociale. Per questo motivo, molti artisti decidono di unire attivismo e arte, diventando ‘artisti’, offrendo il loro talento per alleviare la sofferenza, promuovere la pace e prevenire la guerra». A questo punto va ricordato che L’UNESCO è l’organizzazione delle Nazioni Unite che promuove la cooperazione in materia di istruzione, scienza, cultura e comunicazione per favorire la pace nel mondo. L’Organizzazione «fornisce servizi fondamentali ai suoi Stati membri, definendo norme e standard globali, sviluppando strumenti per la cooperazione internazionale, producendo conoscenze per le politiche pubbliche e costruendo reti globali di siti e istituzioni iscritti nei suoi elenchi. Con 194 Stati membri, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (UNESCO) contribuisce alla pace e alla sicurezza guidando la cooperazione multilaterale in materia di istruzione, scienza, cultura, comunicazione e informazione. Con sede a Parigi, l’UNESCO ha uffici in 54 paesi e impiega oltre 2300 persone.
L’UNESCO sovrintende a più di 2000 siti Patrimonio dell’Umanità, Riserve della Biosfera e Geoparchi Globali; reti di Città Creative, Apprendimento, Inclusive e Sostenibili; e oltre 13.000 scuole associate, cattedre universitarie, istituti di formazione e ricerca, con una rete globale di 200 Commissioni Nazionali. Il suo Direttore Generale è Khaled El-Enany». In Italia, va ricordato, abbiamo il maggior numero di siti dell’ UNESCO al mondo e come tutti gli altri sono protetti dalla Convenzione dell’AIA del 1954 e suo Secondo Protocollo del 1999. Per inciso, va ricordato che la mancata osservanza delle clausole di protezione legale contro attacchi e utilizzo a fini militari potrebbe portare a gravissime responsabilità penali.
L’arte è prodotta dalla mente umana, dalla creatività dei singoli artisti, è un prodotto culturale, sociale e politico, perché veicola sentimenti, visioni multiple e diverse della vita, della realtà sociale, spirituale, materiale. Il patrimonio culturale è immensamente prezioso perché è testimonianza tangibile di civiltà, di storia. Lazare Eloundou Assomo, Vicedirettore generale per la cultura dell’UNESCO, ha inequivocabilmente affermato con fermezza che «Il patrimonio culturale deve essere protetto. È la spina dorsale dell’identità, della fiducia e della speranza dei popoli e porta con sé la promessa di pace e rinascita.
Quando il patrimonio viene distrutto, ovunque si trovi, i valori morali vengono minati, la coesione sociale si erode e la fiducia e la resilienza sono compromesse. È tempo di rinnovare il nostro impegno a proteggere la cultura – per il passato, il presente e il futuro di tutti i popoli».
