Un incontro tra letteratura e formazione per riscoprire il valore delle parole nell’epoca della comunicazione veloce
A quarant’anni dalla scomparsa di Italo Calvino, l’IIS Genovesi-Da Vinci di Salerno ha dedicato agli studenti un incontro di riflessione sul valore della letteratura e del linguaggio. Attraverso la lettura delle Lezioni americane, interpretata dall’attore Massimo Venturiello, i ragazzi sono stati guidati alla scoperta dei valori indicati dallo scrittore – leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità e molteplicità – come strumenti di pensiero critico e di crescita civile.
Il valore della parola
In un tempo che sembra aver smarrito il silenzio, in cui le parole si consumano nella rapidità degli schermi e scorrono come immagini effimere destinate a dissolversi in pochi secondi, fermarsi a riflettere sul linguaggio diventa un atto quasi rivoluzionario. La parola non è soltanto un mezzo: è la casa del pensiero, il luogo in cui l’essere umano prende coscienza di sé e del mondo. Senza parole precise, il pensiero si assottiglia; senza pensiero, la libertà si riduce a un’illusione.
L’incontro all’IIS Genovesi-Da Vinci
È in questa prospettiva che, lo scorso 25 febbraio, l’IIS Genovesi-Da Vinci di Salerno ha voluto offrire ai propri studenti un’occasione preziosa: celebrare i quarant’anni dalla scomparsa di Calvino non come semplice commemorazione, ma come invito a interrogarsi sul valore della letteratura oggi.
Calvino non è stato soltanto uno scrittore del Novecento: è stato un esploratore della leggerezza come categoria etica ed esistenziale, un artigiano della parola capace di trasformare la scrittura in uno strumento di precisione e insieme di meraviglia.
Le sue Lezioni Americane, concepite come un lascito per il nuovo millennio, non rappresentano un manuale di tecnica narrativa, ma un vero e proprio testamento spirituale. Leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità: parole che non descrivono soltanto qualità della scrittura, ma indicano atteggiamenti mentali, posture interiori, modi di abitare il mondo.
L’incontro ha preso vita grazie alla partecipazione di Massimo Venturiello, che ha guidato la lettura di alcuni passaggi delle Lezioni americane. La sua non è stata una semplice interpretazione attoriale, ma un esercizio di ascolto condiviso.
Venturiello ha dato voce a Calvino con misura, lasciando spazio alle pause, ai respiri, alle sospensioni che rendono la parola viva. Ogni frase è stata restituita nella sua limpidezza, senza enfasi superflua, come se il testo stesso chiedesse rispetto e attenzione.
Nella sua lettura, la “leggerezza” è emersa non come fuga dalla realtà, ma come capacità di sollevarsi sopra il peso delle cose per comprenderle meglio. Venturiello ha saputo modulare il tono, alternando ironia e malinconia, mostrando come in Calvino convivano profondità e sorriso, inquietudine e trasparenza. Gli studenti hanno potuto cogliere che la leggerezza non è superficialità: è disciplina dello sguardo, è scelta consapevole di non lasciarsi schiacciare dal caos, è arte di distinguere l’essenziale dal superfluo.
Al termine della lettura, l’attore ha lasciato ai ragazzi un consiglio che suona quasi come un insegnamento di vita:
« Calvino, quando parla di leggerezza, non si riferisce solo alla scrittura, che è stato prevalentemente quello di cui ho parlato, ma a una definizione proprio caratteriale, secondo me molto importante per i giovani. A prescindere dal lavoro che farete nella vita, in genere secondo me è una qualità che conviene avere: la leggerezza, intesa come dice Calvino, come un miscuglio tra una forma di malinconia sotterranea e un’ironia per far sì che un po’ tutto scivoli. Questo è l’augurio che io vi faccio: lasciarvi scivolare un po’ certe cose che a volte possono incastrarvi in pensieri, in strade pericolose, dove poi uno non è libero di godersi la vita, di viverla e di avere un certo successo nell’attività che svolge. La leggerezza non la superficialità: sono due cose diverse», ha detto Massimo Venturiello.
Letteratura come educazione alla libertà
L’importanza delle parole è stata ribadita anche dalla Vicepreside del Liceo Roberta Delli Priscoli , che ha richiamato uno dei valori centrali delle Lezioni americane: l’esattezza. In un’epoca in cui la comunicazione digitale tende a comprimere il linguaggio in formule rapide e abbreviate, il rischio è quello di perdere la precisione, e con essa la profondità del pensiero. Parole e pensiero coincidono: impoverire le une significa indebolire l’altro.
La tecnologia offre risposte immediate, ma la lettura autentica pone domande. E sono proprio le domande a formare lo spirito critico. Una lettura profonda non si limita a decifrare un testo: educa alla complessità, abitua alla lentezza, insegna a sostare nel dubbio. La conoscenza che deriva dall’accumulo di informazioni non coincide con la cultura, e ancor meno con la sapienza. La cultura è esercizio continuo di interpretazione; la sapienza è capacità di giudizio, discernimento, responsabilità.
Anche Antonio Masturzo, Presidente del Lions Club di Mercato San Severino provincia di Salerno , ha sottolineato come celebrare Calvino significhi riaffermare la lettura come strumento di crescita e consapevolezza. I valori indicati dallo scrittore – leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità – appartengono alla vita civile prima ancora che alla letteratura. Sono competenze interiori necessarie per abitare un mondo complesso senza ridurlo a slogan.
La leggerezza permette di non soccombere al peso delle contraddizioni; la rapidità allena a cogliere le trasformazioni; l’esattezza educa alla responsabilità; la visibilità rafforza l’immaginazione come facoltà creativa; la molteplicità apre al dialogo e alla pluralità dei punti di vista. In un contesto storico in cui l’informazione è veloce ma spesso superficiale, tornare a Calvino significa recuperare la profondità come forma di resistenza culturale.
L’incontro all’IIS Genovesi-Da Vinci è stato dunque molto più di una celebrazione letteraria: è stato un laboratorio di pensiero. Gli studenti hanno sperimentato che la letteratura non è evasione, ma allenamento alla libertà. Tra le pagine delle Lezioni americane e la voce di Venturiello, hanno scoperto che le parole possono essere strumenti di orientamento, bussole interiori capaci di guidare nelle scelte quotidiane.
Riscoprire il linguaggio, coltivare la precisione, allenare lo sguardo alla leggerezza: sono insegnamenti che superano i confini dell’aula. Perché leggere significa imparare a pensare, e pensare significa diventare cittadini consapevoli. Nel silenzio attento di quell’incontro, Calvino è apparso non come un autore del passato, ma come un compagno di viaggio per il futuro.
