Idee è il nome della nuova collana ideata da Feltrinelli Editore, insieme a Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, nel maggio del 2025. Pensieri che acquistano una loro identità in volumetti preziosi dal formato snello e dalla grafica essenziale: colori fluo e vivaci, nessuna immagine, solo parole. Il nero è la cromia scelta per evidenziare titoli e autori, in tal modo l’impatto visivo è potente ed immediato.

La serie è un progetto nato «con l’ambizione di offrire ai lettori strumenti per orientarsi nei grandi temi del nostro tempo. Pensata per esplorare il territorio comune tra riflessione teorica e impegno civile, Idee si propone come un laboratorio di pensiero, un luogo dove grandi intellettuali italiani e internazionali affrontano questioni urgenti con chiarezza, profondità e originalità».
Tra le uscite che la collana ha evidenziato per “incarnare tale vocazione”, si riportano in elenco tre proposte che hanno stuzzicato una certa curiosità.
10. “Il silenzio dell’opinione pubblica” di Zygmunt Bauman, Ezio Mauro, febbraio 2026, pp. 70, € 10,00.
«Che cosa resta dell’opinione pubblica nell’epoca dei social, delle bolle digitali, dell’informazione infinita e dell’attenzione ridotta a un lampo? In un dialogo serrato, Ezio Mauro e Zygmunt Bauman si confrontano sulla trasformazione dell’agorà in un labirinto di solitudini connesse, dove la politica perde presa sulla realtà e i cittadini scivolano nell’impotenza e nel risentimento. Ne nasce una mappa lucidissima del nostro presente: la crisi dei media, la cultura dell’oblio, la secessione delle élite, la paura dell’altro, la fragilità delle democrazie. Ma, nel cuore di questa epoca senza opinione pubblica, Bauman e Mauro rivendicano l’ostinazione del pensiero critico e della speranza: l’unica forza capace di restituirci parola, responsabilità e futuro».
La citazione, il “marginalium”:
“[…] la vita delle persone nel Ventunesimo secolo sarà segnata dal tentativo di ricongiungere potere e politica, oggi separati. Questa è la sfida fondamentale del nostro tempo”. (Bauman, p. 58)
06. “Nella casa dei libri” di Enrico Regazzoni, ottobre 2025, pp. 95, € 10,00.
«C’era una volta un editore, Giangiacomo Feltrinelli, che credeva nei libri come strumenti di cambiamento.
Questo è il racconto di quella fede: di un’editoria che voleva incidere nella storia, formare coscienze, accendere rivoluzioni. E di chi ha imparato, dentro quella casa editrice, che pubblicare un libro è sempre un gesto sovversivo».
La citazione, il “marginalium”:
“Finché lui fu presente, il primo criterio di fattibilità di un libro fu quello del suo valore, si decideva di pubblicarlo perché meritava di essere pubblicato. Si sceglievano i testi che accendevano l’entusiasmo, che si ritenevano necessari. E si faceva di tutto per venderli: poi, se il fatto che un titolo diventasse un bestseller innescava un legittimo orgoglio, quello che altri non esaurissero neppure la prima edizione non rappresentava un verdetto, né intaccava il giudizio finale”. (p. 69)
05. “Il riso della Medusa. Manifesto femminista” di Hélène Cixous, settembre 2025, pp. 76, € 10,00.
«Bisogna che la donna si scriva, perché è l’invenzione di una scrittura nuova, insorta, che le permetterà di effettuare, venuto il momento della sua liberazione, le rotture e le trasformazioni indispensabili nella sua storia».
La citazione, il “marginalium”:
“Il riso della medusa guarda alla lingua della poesia e parla la lingua della poesia – in continua creazione – che trasmette nuovi modi di pensare, sentire ed esistere. Guarda alla scrittura usata e abusata e guarda agli strumenti del potere patriarcale come qualcosa da cui porsi a distanza, da cui intessere una differenza radicale. […] E se l’écriture féminine fosse anche questo? Se volesse dare forma al linguaggio a partire dalla scelta di non uniformarsi a una postura abusata della parola?». (p. 68)
E voi? Quale “idea” consigliereste di approfondire tra quelle già presenti in collana? Ditelo nei commenti!
