Quando si parla di tirchieria, il pensiero corre subito al denaro. Alla difficoltà di spendere, alla necessità di conservare, alla paura di perdere ciò che si possiede.
Ma esiste una forma più ampia e più sottile di tirchieria: la tirchieria esistenziale.
Non riguarda soltanto i soldi. Riguarda il modo in cui una persona decide di stare nella vita. È l’atteggiamento di chi trattiene continuamente qualcosa di sé per paura di perdere: tempo, energie, sicurezza, affetti, posizione, abitudini, privilegi.
Il tirchio tradizionale teme di perdere il proprio denaro. Il tirchio esistenziale teme di perdere ciò che possiede al punto da rinunciare a ciò che potrebbe vivere.
L’economia comportamentale offre una chiave interessante per comprendere questo meccanismo. Daniel Kahneman e Amos Tversky hanno studiato la cosiddetta avversione alla perdita: la tendenza ad attribuire alla perdita un peso psicologico particolarmente forte rispetto a quello attribuito a un possibile guadagno.
Il problema nasce quando questo meccanismo smette di essere prudenza e diventa immobilismo.
Si può immaginare, ad esempio, un manager che lavora da molti anni nella stessa azienda. Ha uno stipendio elevato, un’auto aziendale, benefit, viaggi, alberghi, riconoscimento, prestigio. L’azienda lo gratifica e, in cambio, ottiene la sua fedeltà.
A un certo punto potrebbero aprirsi nuove strade. Un progetto personale, una nuova attività, una passione rimasta in sospeso, un’esperienza diversa.
Ma perché dovrebbe muoversi? Ha tutto. O almeno così pensa.
Ogni alternativa gli appare come una perdita possibile: meno sicurezza, meno denaro, meno prestigio. Quello che non vede è il prezzo della propria immobilità.
Non vede le passioni mai coltivate, le esperienze non fatte, le competenze che avrebbe potuto sviluppare, le persone che avrebbe potuto incontrare, la libertà che avrebbe potuto sperimentare.
La gabbia, in questo caso, non ha l’aspetto di una prigione. È comoda. È elegante. È perfino prestigiosa.
Ed è proprio per questo che può diventare difficile riconoscerla.
La tirchieria esistenziale nasce spesso da una sorta di contabilità incompleta: registra con grande precisione ciò che si potrebbe perdere e quasi mai ciò che si perde restando fermi.
E qui il significato della parola guadagno andrebbe ampliato.
Nella vita non si guadagnano soltanto soldi. Si guadagnano esperienze, passioni, relazioni, consapevolezza, coraggio, flessibilità. Si guadagnano persino delusioni, perché anche una scelta sbagliata può diventare conoscenza.
Un percorso fallito può insegnare a scegliere meglio. Una relazione difficile può chiarire i propri confini. Un viaggio può modificare uno sguardo. Un investimento nella formazione può trasformare il modo di pensare e di affrontare il mondo.
Non tutto ciò che restituisce valore produce denaro. Qualche volta il rendimento si chiama esperienza.
Ci sono persone che, nel corso degli anni, investono molto su se stesse: corsi, libri, viaggi, sport, cultura, percorsi di crescita, progetti. Se facessero la somma potrebbero scoprire di aver speso decine di migliaia di euro.
Ma quella cifra non è semplicemente uscita dal conto corrente.
Continua a camminare con loro.
È nello sguardo, nella capacità di comprendere una situazione, nella flessibilità con cui affrontano un cambiamento, nel coraggio con cui prendono una decisione. È diventata parte della loro esperienza, quasi della loro pelle.
Essere generosi con la vita non significa essere sconsiderati. Non significa rischiare senza valutare le conseguenze.
Significa però accettare che vivere comporti inevitabilmente una forma di investimento.
Per imparare bisogna spendere tempo. Per costruire qualcosa bisogna spendere energie. Per amare bisogna esporsi. Per cambiare bisogna rinunciare almeno in parte alla sicurezza precedente.
E non sempre il rendimento sarà quello sperato.
A volte arriverà sotto forma di successo. Altre volte sotto forma di errore, delusione, esperienza.
Ma anche quella può diventare ricchezza.
La vera domanda, allora, non è soltanto quanto una persona rischia di perdere muovendosi. È anche questa:
quanto costa restare fermi per paura di perdere ciò che si ha?
